Antonietta Campilongo – curator

Antonietta Campilongo

ARCHITETTO  | DIRETTORE ARTISTICO | ARTISTA

Attualmente vive e lavora a Roma. Da ottobre 2009 è direttore artistico Spazio Mostrarti a Roma. Da marzo 2008 è direttore artistico, settore mostre,  della Fonderia delle Arti a Roma. Dal 2007 vicepresidente e curatore, settore mostre,  dell’associazione Neworld per NWart. Dal 2005 curatore indipendente. Ha collaborato e collabora con molteplici gallerie private e spazi istituzionali in Italia e all’estero.

A Roma e provincia ha collaborato e curato diverse esposizioni:  al MACRO (Museo di Arte Contemporanea Roma) “Grammelot” | Nuvola Creativa Festival delle Arti di Roma; al Museo Ara Pacis “Energie fluide I cantieri dell’anima” in collaborazione con Philippe Daverio; al Museo delle Auto della Polizia di Stato “Distanze di Sicurezza”; alle Scuderie di Palazzo Ruspoli “Della Stessa Sostanza degli Ultimi”; al Chiostro del Bramante mostre personali di artisti emergenti; a Palazzo Valentini “Bideceinge” – mostra e Conferenza sulla Decrescita “La strategia della lumaca”;  al Museo del Fiume a Nazzano “Il filo d’acqua” e mostre personali sul tema dell’acqua e natura; al Museo Archeologico Doria Pamphilj di Valmontone “Ti Riciclo in Arte|In Arte ti Riciclo”.

A Berlino ha curato esposizioni con la Galleria Infantellina; a Varsavia con la Galleria Pracovnia e l’Istituto Italiano di Cultura, a Zamość (Polonia) Galeria Zamojska; a Londra con differenti gallerie private e l’Istituto Italiano di Cultura; a Lubiana (Slovenia) con l’Università di Lubiana e a Crnomelj (Slovenia) con gallerie private; a Hangzhou (Shanghai, Cina) ha curato un esposizione di artisti italiani in occasione della XXII edizione della The West Lake Expo Art Fair di Hangzhou; a Fukuoka (Giappone) al Palazzo della Toyota Bldg.

www.antoniettacampilongo.it

Principali progetti in corso

openARTmarket

Con openARTmarket, l’opera e l’artista rispettivamente prodotto e produttore d’arte escono dalla logica dell’eccezionalità e del collezionismo d’élite per diventare un mezzo di comunicazione sociale ed estetico a costi  accessibili a tutti.

Dare all’arte la  capacità di aprire nuovi spazi di dialogo, e far si che l’arte contemporanea sia sempre meno un discorso per pochi con meno timore reverenziale e più voglia di partecipazione.

In questo momento di grave difficoltà finanziaria  l’arte soffre poiché l’opinione pubblica non ha maturato nei suoi confronti una sensibilità sufficiente a riconoscerla come una vera priorità.

Ci troviamo di fronte a una nuova situazione nella quale bisogna cercare canali diversi, nei quali le logiche di produzione nei prossimi anni probabilmente cambieranno.

Di fronte alla prospettiva di cambiamenti  in cui si intrecciano l’emergere di nuove forme di committenza e di un collezionismo in grado di esercitare la sua influenza sul sistema dell’arte a livello globale, diventa ancora più importante e più stimolante per gli artisti riuscire a raggiungere nuovi spettatori poiché l’emozione di far entrare all’interno del gioco persone che non sono già sintonizzate su questo tema, sta diventando per molti artisti una vera urgenza, oltre che una grande opportunità per la società.

L’arti-star arrivato alla notorietà ed al successo, esaltato e supervalutato nei circuiti internazionali del grande collezionismo costituisce un’ambizione difficilmente raggiungibile per un pubblico d’estimatori di limitate capacità economiche. Dall’altra parte l’artista emergente che vive di/in ambiti alternativi è  marginalizzato avendo poca visibilità. Egli vive con maggiori difficoltà la sua missione artistica poiché Il suo lavoro non è considerato economicamente produttivo e rilevante; allo stesso modo viene sminuito il valore intrinseco delle sue opere. All’opposto un mercato di “arte di riproduzione e replica” insieme ad una produzione diffusa di minore qualità è un’altra delle realtà surrogato a cui attinge un considerevole pubblico che ambisce ad avere “arte in casa” attraverso copie di quadri divenuti famosi o puramente decorativi. Si tratta evidentemente di un potenziale mercato che se re-indirizzato potrebbe recepire e rivitalizzare il lavoro degli artisti emergenti riconoscendo loro un ruolo ed un valore di produzione creativo.

La finalità di openARTmarket è dunque quella di creare un luogo dove stabilire un contatto diretto tra l’artista emergente ed il pubblico che si affaccia all’arte contemporanea; un luogo dove guardare, discutere, scegliere di comperare delle opere d’arte contemporanee a costi veramente praticabili.  Questi sono proprio i due punti qualificanti dell’iniziativa: riconoscere all’artista la sua dignità e qualità di creatore d’arte retribuito per il suo lavoro e funzione sociale e consentire ad un pubblico di utenti interessati all’arte contemporanea la possibilità di acquisire opere di autentico valore artistico.

Si proporranno opere d’arte (pittura, scultura, installazione, fotografia, arte digitale, design.) in una fascia di prezzo che va da 49 a 999 euro.

Nuvola Creativa: un festival delle Arti a Roma

L’idea di progettare ex-novo un festival nasce dall’esigenza e dalla volontà di esprimere attraverso le varie arti ed espressioni, la vitalità del territorio. Il festival Intende dare voce e visibilità
 agli operatori dell’arte e della cultura; vuole creare un rinnovato stimolo alla produzione, fruizione e partecipazione orizzontale della cultura nell’area metropolitana della città di Roma.

Ogni anno Nuvola CreativaFestival delle Arti avrà un sottotitolo, che indicherà la tematica, il filo conduttore del dibattito e del confronto, il tema su cui tutti gli operatori artistici e culturali faranno le loro proposte.

Lo scopo, inoltre, è quello di far collaborare le varie realtà associative e culturali esistenti nel territorio in modo da poter diventare veri punti di riferimento per la comunità.
 Il progetto vuole coinvolgere tutto il territorio di Roma con attività culturali (rte visiva, musica, teatro, danza, poesia, cinema e fotografia)  e ricreative (laboratori e giochi)

L’obiettivo a medio e lungo termine è di fare di Nuvola Creativa – Festival delle Arti di Roma, un riferimento nel panorama culturale contemporaneo; quindi la città si apre alla cultura artistica e creativa contemporanea, fornisce stimoli, chiavi di lettura, suggestioni e occasioni per ripensarsi da un punto di vista umano, sociale e personale, per farci conoscere il nostro passato e al contempo immaginare un futuro, e per permettere alla cittadinanza di fare un’esperienza attiva di avvicinamento all’arte, alle tecnologie creative, un percorso di formazione che ne permetta di fruire e comprendere tutti i suoi linguaggi e significati. Il festival sarà quindi una grande occasione per allargare e qualificare il pubblico della cultura, sperimentando nuovi modelli di ascolto, condivisione e produzione, abbracciando l’idea di un “abitante culturale” che partecipi attivamente ai processi di co-creazione e di co-generazione.

La cultura e l’arte devono tornare a far parte della vita di tutti giorni come pratica, messa in relazione con gli altri, espressione creativa, esercizio di un nuovo modo di apprendere e di sentirsi cittadini.

 

Autore dell'articolo: Roberta

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